Julio Sergio 6,5 – para, anche platealmente, 3 o 4 tiri, non tutti insidiosi. Ma il segreto è nel verbo che uso forse per la prima volta in queste pagine: parare;
Burdisso 6 – copre il suo e a volte anche quello dei colleghi centrali e sono le uniche occasioni in cui Langella potrebbe far male;
Andreolli 5,5 – il Bari punge e si presenta 3 volte con l’uomo solo davanti a Julio Sergio. Ma è un giorno di festa e non voglio infierire;
Mexes 6 – voto di simpatia, sembra anche si sia tagliato i capelli;
Riise 6,5 – spinge, tiene in ansia Gillet con le sue punizioni. Si avvicina l’inverno e il norvegese sembra ritrovarsi;
Perrotta 6 – copre e protegge il centrocampo;
Brighi 6,5 – come sopra, con con maggiore dinamismo;
Pizarro 5 – è un caso, non c’è dubbio: con il tridente schierato, il gioco della squadra lo bypassa, andando a cercare direttamente i fantasisti. Visto che occupa una posizione delicata e non copre, tanto vale farlo fuori. Finalmente, ma anche fisicamente;
Vucinic 6,5 – il baffo ricorda Pruzzo e in effetti sembra indiavolato, come non lo si vedeva da tempo, però ricorda anche i Village People e una certa tendenza al compiacersi in dribbling difficili e decisioni arzigogolate in zona gol.
Menez 6 – carica sulle spalle di Ranieri la responsabilità di scegliere il tridente. Tant’è che il cor di micione del tecnico di Testaccio cede alla pressione mediatica e popolare. Al di là dei proclami, il francese è protagonista di qualche spunto e quando è richiamato in panchina è palesemente scosso dalla gelosia perchè Totti ha duettato di più con Mirko e non con lui. ‘Sti francesi sono tutte checche isteriche.
Totti 8 – torna in tempo per aprire i regali natalizi e la difesa del Bari: un rigore, una punizione e un tiro deviato non possono far credere che tutto sia passato o dimenticato ma possono illudere per una settimana che il peggio sia alle spalle. La cosa che rincuora è che il termometro della forma del capitano è proprio nel tiro. Contro il Bari lo abbiamo rivisto come ai tempi migliore. Non può non essere una buona notizia.
Baptista 5 – come entra, il capitano capisce subito che il tempo dei duetti è finito: gli passa un paio di volte la palla e il brasiliano la regala agli avversari. A quel punto Totti chiede la sostituzione per non esser costretto a evirare il compagno;
Taddei e Okaka sv
Gillet 5,5 – per uscire imbattuti dall’Olimpico serviva una corazza, non un gillet;
Masiello 5 – Vucinic se lo beve come un limoncello dopo un pasto abbondante. Mai in partita;
Ranocchia 5,5 – ero proprio curioso di vedere il nuovo Baresi, il capitano se lo è bevuto come fosse un Kaladze qualsiasi;
Bonucci 5 – leggi sopra e poi muori;
Parisi 4,5 – la sua fascia è quella meno aggredita dai romanisti ma lui non ne approfitta per fare male alla difesa giallorossa;
Antonelli 4,5 – dopo la capigliatura di Kamata mi ha regalato le risate più grasse, guardandolo incartarsi nei suoi stessi dribbling e la tranquillità di Riise nel limitarlo;
Almiron 5,5 – scaglia un paio di siluri verso la porta di Julio Sergio e prende una traversa alla quale dovranno rifare in settimana l’equilibratura ma conferma i limiti di tenuta fisica in mezzo al campo, non avendo il passio degli avversari e nemmeno la capacità di contrasto;
Donati 6 – meno peggio del compagno di reparto ma non riesce a produrre gioco mentre fa qualcosa in più dal punto di vista del contenimento, tant’è che un paio di romanisti porteranno le stimmate dei suoi scarpini per qualche tempo;
Langella 5,5 – è pericoloso quando la difesa romanista stringe al centro e lui si libera esternamente. Potrebbe far male ma esalta solamente le doti di Julio Sergio;
Barreto 4,5 – ha una splendida occasione per inchiodare subito la difesa giallorossa alle sue inadeguatezze ma la spreca. Farà lo stesso nel secondo tempo;
Kutuzov 5 – era convinto di passare il pomeriggio facendo gara di rutti post-sbronza con Vucinic. Invece, il collega slavo lo molla da solo in mezzo a Mexes e Andreolli.
Kamata 4 – ai capelli, inguardabili;
Koman 6,5 – un cognome da fumetto, si fa vedere ed è subito pericoloso;
Meggiorini 6 – qualche spunto, ci voleva poco a fare meglio dei compagni.